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Akraòs, un uomo, un mondo, una vita

La poesia rende liberi di sognare, di fantasticare, di nuotare nel grande mare delle umane sensazioni, senza distinzione alcuna in ordine di razza, religione, sessualità e provenienza. La bellezza del poetare mitiga sovente la cattiveria insita nella natura umana!!! Per contatti via mail: pi.maur@tiscali.it I commenti saranno moderati e lo spam cestinato!

  E un giorno comprenderai il senso vero dell’esistenza tua…uomo…

sea gull

E’ il silenzio quello che maggiormente colpisce di certi luoghi, non solo mete turistiche e di avventura, ma anche terre la cui sacralità è nell’aria, imprigionata da ormai un secolo tra queste montagne. Cime tra le quali sembrano riecheggiare le esplosioni dell’artiglieria, dei fucili, delle mine, ma anche le urla strazianti di giovani soldati mandati a combattere una guerra senza senso, come poi lo sono tutte le guerre, senza senso! E’ mesto il mio passo tra questi sentieri montani poiché sento forte lo stridore tra la bellezza del luogo e il grande dolore che ha dovuto rappresentare. E allora mi siedo, respiro forte e lascio che il mio sguardo spazi tra queste vette meravigliose. Mi lascio andare per sentirmi più vicino al cielo, non solo fisicamente e, sarà anche per l’aria rarefatta, davvero sembra di accarezzarlo il cielo. Mi commuove la grandezza che si estende davanti ai miei occhi, come un tappetto prezioso che si srotola  per svelare le sue trame di fili d’oro. E poi ancora la consapevolezza di cosa siamo al cospetto del mondo. Piccoli esseri che in fila indiana percorrono stretti sentieri, ognuno perso nei propri pensieri, nei propri guai cantava Vasco, in un quadro vivente che in fondo rappresenta l’esistenza umana. Rimango seduto per un tempo indefinito, voci lontane e ovattate non turbano il mio isolamento che lentamente diventa stato di grazia, sublimazione di emozioni ancestrali. E’ bello essere figli di terra madre, sentirne l’abbraccio, il calore, il legame profondo.

                                               sea gull 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Giacciono ovunque parole,

petali sparsi nell’alma,

felicità lieve di chi ascende soave

Parole non dette,

la voce sottile del vento che sfiora le onde

carezze  disperse nel tempo e sospiri  affannosi

 Parole d’estasi speziate

 luce d’amore che vive  nei versi,

presente rinchiuso nei sogni

Parole come stelle cadenti

pensieri, desideri inespressi,

silenzio che accompagna il ricordo.

sea gull

 

 

 

 

 

 

Dei tuoi sogni sarò custode e nel tempo in cui vivrò di te proverò a sorridere sempre.

Del senso della vita ho mantenuto la nobiltà,

del quotidiano solo la voglia di vivere!

sea gull

Non è vero che non si  deve rinnegare nulla della propria esistenza, delle volte è solo stupido orgoglio e falso amor proprio non rinnegare alcunché. Probabilmente superata la mezza età davvero è naturale fare un primo, vero bilancio della propria vita e spesso questo costa parecchio, tanta fatica ma anche tanta sofferenza. Come quando ti rivedi ragazzo, a far cazzate, distruggere rapporti umani, perdere le occasioni che poi, a distanza di tempo, si riveleranno ottime occasioni! Come quando senti l’amarezza affogare i tuoi ricordi per un amore malato o sbagliato, per alcune scelte per le quali ti sei sporcato, per molte leggerezze che hanno rubato un pezzo della tua anima per renderlo straccio lurido. Io rinnego diverse cose della mia esistenza e, ancorché consapevole che comunque rimangono dentro ma anche fuori di me, lo faccio con forza e con rabbia perché sono il peggio di quanto avrei potuto concepire. Il tempo é capace di grandi cose, di grandi sconvolgimenti e di grandi equilibri. Rimane in me la sofferenza che poteva anche non essere…..

sea gull

Non che abbia voglia di morire, questo no, ma provo un senso di liberazione quando penso che un giorno l’esistenza terrena terminerà. E’ il senso di leggerezza che mi libera dai pesi del quotidiano, dalla bruttura di certa genia, dal grigiore di certi giorni cupi, modellati secondo le più infime caratteristiche umane. Mi rendo conto di essere un prigioniero a tempo di un sistema che non mi piace, incatenato in una condizione ordinata secondo schemi confezionati ad hoc. Quasi che il mio percorso debba necessariamente incanalarsi verso direzioni impostate, insomma una sorta di Tom Tom umano, un circuito elettrico esteso, racchiuso in uno spazio sempre più piccolo. Mi manca l’aria troppe volte, mi manca lo spazio, mi manca la libertà di non essere! Ho scandagliato a fondo la vena di follia che mi pervade e vi ho trovato paradossalmente la serenità, quella che mi consente di rimanere a galla, lontano da una fine prematura, a tratti sognata ma mai, davvero, voluta. E’ il destino dei pensatori, ho pensato, è il prezzo da pagare da chi non si accontenta di rimanere sulle lucide superfici di una condizione canonica e d’altronde, ho pensato ancora, scavare significa cercare, o forse restituire la luce a qualcosa  di cui si era rimossa l’esistenza, la memoria, la storia. E allora scavo, muovendo gigantesche masse di tossine, come un assetato che ha disperata necessità del liquido vitale, scavo sino a quando, sfinito, crollo e sprofondo in un sonno quasi etereo, in distaccamento da quanto è fisico, materiale, razionale, scontato, semplice…..noioso……. 

sea gull

Privare un essere umano della libertà individuale è quanto di più innaturale si possa fare. Significa evidentemente violare un diritto universale dell’essere vivente. E allora è utile domandarsi cosa ha prodotto durante parecchi secoli detta pratica punitiva di quanti hanno commesso crimini, o meglio, sovvertito l’ordine costituito per la gestione della società, di gruppi più o meno numerosi di persone che unendosi in agglomerati rifuggono la solitudine.

Probabilmente il progresso umano non ha tenuto conto della necessità di valutare altre soluzioni, rinchiudendo, di fatto, il problema tra le canoniche quattro mura. E invece bisognerebbe abbatterle queste mura, lavorando sulle persone, sin da bambini, offrendo loro un forte modello di società equilibrata, equa, giusta! Il crimine ha sempre una matrice ben definita, appunto creata da quella stessa società che poi ha la pretesa di estirpare il suo stesso male.

E’ possibile oggi valutare altre soluzioni? Tutto è possibile, basta volerlo…non è un’affermazione di comodo questa, è la realtà. Solo noi, se lo vogliamo, possiamo cambiare, rendere questo mondo più giusto, offrire ad ogni essere umano uguali opportunità, modelli di vita equilibrata, insomma una visione dell’esistenza ben diversa da tutto quello che, con i nostri comportamenti, tutti, non riusciamo ad individuare.

sea gull 

Mai più!

 

06/08/1945

 

Arriva finalmente un meritato periodo di riposo, dopo mesi infernali trascorsi tra mille difficoltà professionali, sfide durissime da affrontare che mi hanno impegnato sino allo sfinimento.  Troppe volte confrontarsi con le altre persone rappresenta l’ostacolo maggiore; tante le differenze, le divergenze, le esperienze individuali, i punti di vista, l’orgoglio e purtroppo l’insana peculiarità dell’essere umano di prevaricare un proprio simile. Sarà anche l’età, non più verdissima, i percorsi di vita, tanti, la capacità di maturare, fatto sta che la mia antica veste di guerriero indomito lentamente scolorisce per diventare mantello protettivo, per me e non solo.

E’ un mondo strano quello odierno, in avvitamento costante, distante dall’equilibrio di cui tutti avremmo gran necessità.  A tratti impermeabili a tutto, altre volte travolti dai sentimenti più comuni, altre ancora così lontani dalla nostra stessa esistenza da apparire come figurine appiccicate a un vecchio album.

E’ proprio un mondo che abbiamo trasformato e reso, a tratti, irriconoscibile, sfregiato nella sua bellezza più intima, violato e maltrattato.

Con queste riflessioni, come si suol dire, stacco la spina per qualche tempo, ne sento forte il bisogno.

Cercherò di depurare il mio corpo e la mia anima dal peso grave di questi ultimi mesi….buona estate a tutti!

sea gull

Non è più il tempo dei sorrisi

nè degli abbracci

o d’umano amore

Non più tempo per sentirsi veri

nè giusti

o almeno vivi

No!

E’ andato via quel tempo

 e l’uomo ormai s’è perso

nell’orrida spirale d’anima nera

sea gull

 

Ho coltivato i sogni e innaffiato i ricordi,

potato il rancore, l’odio e la maldicenza,

ho rasato l’erba infestante e curato i fiori che man mano incontravo.

Ho abbracciato nuovamente il mio tempo,

spolverato lo specchio dell’anima e lucidato il presente che mi condurrà al futuro.

Ho pianto, si, sommessamente ho lasciato andare verso l’ignoto quanto di doloroso era in me…..

…..come il vento, il cielo e il mare mi hanno insegnato

sea gull



Voglio sentire,

voglio vedere,

voglio osservare lo spazio che s’apre agli occhi miei,

ascoltare,

rapito dolcemente dall’onda di risacca,

abbagliato dall’aureo riflesso del mare di sera.

Voglio,

inebriarmi di vita,

offrirmi,

all’universo tutto,

amarli questi giorni,

onorarli e rispettarli pienamente

poiché non conosco,

proprio non saprei,

quando l’anima s’alzerà sul corpo mio ormai disfatto.

sea gull

 

Mi ritrovo a riflettere, in un lasso di tempo indefinito penso all’esistenza, a noi esseri umani, artefici del nostro passato, del presente…del futuro. Osservo il nostro modo di fare, l’innata capacità e feroce volontà di distruggerci a vicenda. Tutto questo in un mondo che è invece bellissimo, straordinario, unico! Stiamo perdendo velocemente il gusto della carezza, dell’abbraccio, dello sguardo altruista. Tutti proiettati e allo stesso tempo avvitati nella spirale tecno-finanziaria di questi giorni. Numeri e non più anime, codici e non più parole, emoticon e non più sospiri. Guardo la moltitudine umana, battaglioni distinti, scollati e lontani di vite che si allontanano, le une dalle altre. I nostri vecchi, quasi un mondo a parte, incapaci quasi sempre di comprendere l’assurda accelerazione dei tempi, i nostri bimbi ormai abituati al tatto digitale più che a quello materno, i nostri giovani confusi, persi nel triste labirinto di modelli che  non tengono conto delle peculiarità che ognuno di loro porta nell’anima e nella mente, straordinarie caratteristiche che troppo spesso non trovano “mercato”. E poi atrocità di ogni sorta, guerre, fame, ingiustizia! Continuo a riflettere..e pregare, affinché il miracolo della vita prevalga e ci riporti, un giorno, a VIVERE davvero, secondo le leggi assolute della natura madre. Per quanto può servire….Auguri di Buon Natale a tutte le Donne e gli Uomini di buona volontà.

 

 

 

 

Certe somiglianze………

Consacro a te il mio pensiero tremante adorata vita,

i tuoi doni ogni giorno bagnano gli occhi miei,

per la tua grandezza,

la bellezza

l’immensità che offri.

sea gull


E’ fredda l’anima di chi tace

è ferma nello spazio eterno

è silente alle parole,

agli intimi pensieri

alla vita del mondo.

E’ freddo il tempo della vendetta

é immobile lama nel cuore

è truce unico pensiero,

immerso nel buio

compagno del dolore.

sea gull

 

 

 

Una Nazione che non si vuole bene, che non si rispetta, che continua ad essere serpe in seno. Siamo questi, tutti noi, italiani allo sbando, bombardati troppo spesso da notizie fuorvianti, false, tendenziose! Ognuno a lottare per il proprio tornaconto, degni figli di una politica marcia, meschina, insopportabile! Guerra dialettica, fango, sporcizia morale sono gli ingredienti principali del nostro cibo sociale, la nostra dieta quotidiana, stillicidio continuo di orgoglio e autostima. Padri che s’ammazzano, figli che si perdono nel limbo della precarietà, anziani ormai stremati e distrutti nel loro presente di figure inutili. Generazioni disciolte, ingrigite e massacrate sull’altare della finanza cinica e spietata. Il sangue ribolle, certo, non può essere diverso, siamo tutti responsabili del disastro, noi italiani genialoidi, poeti e furboni. Noi, figli di un sogno andato in frantumi, disperso nel fumo della nostra incosciente leggerezza. Noi italiani senza un reale senso dello Stato, impermeabili al valore della RES PUBLICA, inebetiti dai folli giri di valzer di un potere spregiudicato, lo stesso che ha reso l’essere umano un numero, un’arida tabella di calcolo matematico. Noi pregni d’immagine, falso rampantismo, tirati a lucido per mostrare al mondo la nostra esistenza ma tristi in fondo, soli, piccole creature alla deriva, prede di belve in giacca e cravatta che odiano l’essere umano in quanto tale, sfruttandone le debolezze e rendendolo schiavo di un modello che non ha nulla della bellezza del creato. Che senso ha tutto questo nell’equilibrio universale? Il nostro sguardo, i nostri pensieri, il nostro agire sono sempre più concentrati sull’unico obiettivo mondiale da raggiungere a tutti i costi: il profitto! Ma noi siamo creature che devono poter ridere, godere della natura, assaporare il gusto dolce della vita nella sua meravigliosa semplicità. La nostra è un’evoluzione malata, improvvisamente schizofrenica, in avvitamento continuo! Urge una seria riflessione fratelli, per il bene nostro e dei nostri figli, per il bene dell’umanità intera….a meno che, davvero, non abbiamo intimamente deciso di farla finita e, d’altronde, i cicli dell’universo non escludono a priori questa eventualità!

sea gull

 

 

 


E’ bello il mare in settembre,

la moltitudine delle persone vocianti lascia il posto al silenzio,

al movimento ritmato delle onde,

all’andirivieni dell’acqua salata e schiumosa che avanza sulla sabbia per poi ritrarsi,

quasi a volersi riprendere la ribalta.

E’ bello sedersi sulla riva,

ascoltare la musica del mare,

rapiti dall’estasi magica di una spiaggia deserta, solenne, libera.

Ho la fortuna di vivere molto vicino al mare e posso affermare di conoscerne le vibrazioni,

la delicatezza dei mesi caldi,

il potente rombo durante quelli più freddi.

Estate e autunno, inverno e primavera,

un valzer atavico che dona spettacolo puro, continuo, unico.

Il mare sa essere orchestra,

realizzare opere artistiche di rara bellezza,

sta a noi comprenderne il significato,

attribuire di volta in volta un titolo all’opera nuova che ci dona il liquido azzurro,

il nutrimento placentare della nostra esistenza.

E’ bello il mare in settembre e io, godo di questo.

sea gull

 

 

 

 

Ex Casa Circondariale “La Rotonda” – Tempio Pausania _ Sardegna – Italia

Era chiuso l’orizzonte mio

stretto dai muri che circondavano la mia esistenza,

era impedita la vista mia

nessuna finestra che mi aiutava a sognare,

erano giorni tristi quelli che scandivano il tempo mio

il grigio delle pareti spegnevano il sorriso,

era il tempo del pentimento

della pena e del dolore.

Giorno per giorno ho imparato a pensare

ascoltare la voce del vento

amare il mondo che non vedevo prima,

notte dopo notte ho iniziato a capire

fare i conti con me stesso

accettare i limiti del fare mio

accogliere la mia persona per salvarla, amarla, renderla degna.

Ho guardato oltre il grigio muro e ho visto,

oh sì, ho finalmente incontrato i colori

il differente gusto di esistenza altra

la gioia di usarli, i colori,

per dipingere la speranza del mio futuro

per comprenderne appieno il valore,

sicuro, nell’anima profonda,

che non ci sono muri nei sogni di un uomo,

solo la voglia grande di rialzarsi e vivere serenamente.

sea gull